Новая версия сайта -> Свято-Елисаветинский монастырь
Главная Написать Карта сайта
Свято-Елисаветинский Видеоканал Свято-Елисаветинский Читать Свято-Елисаветинский
«La parola dei padri...»

Sacerdote Andrey Malahovsky: L’uomo non può da solo salvarsi dalla torrente bollente di fango peccaminoso, e di solito lui muore, perchè non è adatto di vivere in questo limo peccaminoso. Ogni uomo, che non ha punto d’appoggio, non ha un aiutante per poter uscire dal mare, ha bisogno o di una isola, o della nave, o una mano, che può tirarlo fuori. Cosi anchè dal mare del peccato l’uomo da solo non può uscire, perchè non c’è niente in questo mare e tante anime si affogano. Solo la mano di Dio, solo la nave della Chiesa, dove siamo noi, può aiutarci. E per questo motivo Signore ha regalato per noi questa nave ecclesiale. Signore ci salva da questo mare ed aiuta a liberarsi da questa voragine del peccato. E come sulla nave esistono certe regole per tutto il equipaggio, cosi anche nella Chiesa ci sono le regole, che danno la possibilità di resistere ed arrivare insieme alla banchina del aspettato Regno di Dio. Che Signore ci aiuta rimanere su questa nave ed obbedire il Signore.

Dopo la Liturgia in collegio 05.08.2016

______________________________________________________________________

 

Sacerdote Valeriy Zaharov: Il peccato — è quando tra noi e Dio c’è il muro di incomprensione, e nostra bellezza interiore ormai non è integra, ma rotta, come il vetro. Il vaso, caduto sulla pietra, si rompe, ed aggiustarla come era prima praticamente impossibile. Lo stesso capita con noi, ma ecco il meracolo — il Signore con la Sua volontà può restaurare lo stato originale del uomo — lo stato prima del peccato originale. Certamente, questo dipende anche da noi, di quanto noi diamo a Lui questa possibilità, di quanto noi apriamo a Lui il nostro cuore. Solo cosi è possibile questo miracolo — il peccato sparisce, e tra noi e Dio non ci sono più ostacoli, non c’è baratro, non c’è divisione.

 

Prima della confessione in collegio 08.07.2016

***

Il Signore ci insegna le leggi del Suo Regno. «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il Regno dei Cieli, beati gli affamati, perchè saranno saziati, beati i misericordiosi, perchè troveranno misericordia». Noi intendiamo questo come detto a qualcun’altro, ma questa parola è diretta a noi, siamo noi che dobbiamo diventare beati, noi dobbiamo aspirare questo scopo. Ricordandoci di questo, Signore non intende di fustigare nella incapacità di vivere secondo i suoi comandamenti, ma ci aiuta a trovare dentro di noi almeno un chicco e farlo crescere sul campo dove può portare il frutto.

Dopo la Liturgia in collegio 16.07.2016

***

Noi cerchiamo parlare con Dio nella preghiera e ognitanto riusciamo a farlo. Intanto noi cerchiamo di sentire che cosa Lui sta rispondendo, e tra noi si estabilisce la relazione. Qualcuno parla forte, qualcuno a bassa voce, qualcuno canta e Signore risponde a tutti. Se noi non vediamo questo o non capiamo questo non vuol dire che Signore è insensibile alle nostre suppliche. Spesso incontrario — siamo sordi noi alle Sue risposte. Bisogno, cominciando a dialogare con Dio, non solo provare a dire a Lui senza distogliersi, ma anche ad ascoltare cosa Signore ci dice. Per quelli che ancora non sono arrivati a questo livello, questo, forse, può sembrare impossibile e meracoloso, e quello chi è gia arrivato, sta zitto e smette a blaterare, perchè quando parli è difficile sentire. L’uomo non può nello stesso tempo parlare ed ascoltare. Qui ci vuole l’attenzione: l’attenzione quando chiediamo qualcosa, quando cerchiamo di sentire che cosa Signore vuole dire. Questo nostro sforzo provoca la misericordia di Dio e Lui ci dà quello che desideriamo se vede che noi veramente siamo assetati. E per quanto noi siamo assetati, per quanto crediamo, per tanto riceviamo. E questo dipende non della età, non dalla educazione, non da quello tempo che frequentiamo la Chiesa — da tanto o da poco, tutto depende solo per quanto la persona può aprire a Dio il suo cuore. Chiediamo l’aiuto di Dio.

Dopo l’acatisto in collegio 05.08.2016

***

La Santa Comunione è quell mezzo, che ci aiuta almeno per qualche tempo distaccarsi dal peccato, quando dentro di noi con la opera di Dio si stabilisce il silenzio, il silenzio della eternità, della vita eterna.

Dopo la Liturgia in collegio 06.08.2016

______________________________________________________________________

 

Arciprete Andrey Lemeshenok: Non dobbiamo arrendersi, non dobbiamo credere al peccato, che in tutte maniere cerca di convincere che noi uomini — siamo polvere e torniamo in polvere. Ma Signore dice — c’è celo. In alto i nostri cuori!

 

Dopo la Liturgia 07.08.2016

______________________________________________________________________

 

Sacerdote Aleksandr Pashkovsky: é importante che il nostro cuore produca pensieri beati, che noi impariamo a vedere negli uomini solo le cose buone, giustificare tutta la gente, perchè noi siamo tutti deboli.

 

***

Imparare di non giudicare — vuol dire salvarsi.

Dopo la Liturgia 03.08.2016

______________________________________________________________________

 

Arciprete Dimitriy Basalygo: Ci sono persone, che cercano coprendere Dio con la loro mente, la Trinità, la fede, ma tutto questo è inutile, perche la fede — è la unione di mente e cuore.

 

Dopo la Liturgia 04.08.2016

______________________________________________________________________

 

Sacerdote Georgiy Glinsky: La persona che cerca di vivere secondo i comandamenti di Dio e non cerca di unire suo amore verso Dio con amore verso prossimo, diventa un fundamentalista, fanatico religioso, che non apprezza il costo della vita umana.

 

***

La fede deve avere la fiducia in Dio, la apertura verso gli altri, la comprensione, che non solo la tua salvezza, ma anche la salvezza degli altri è preziosa ed importante per Dio, che tutte le persone sono ugualmente amati da Dio, preziosi nei Suoi occhi.

***

Il Signore ci da la vita non perchè noi possiamo artificialmente generare alcuni nostri sentimenti e vivere sulla onda del nostro umore, ma perchè noi possiamo crescere come un albero, come parla Signore in una delle parabole, che porterà tanta frutta e tra i suoi rami si riparano gli ucelli del cielo, l’amore verso tutti, e tutte le persone si riparano sotto il tetto del nostro amore.

Dopo la Liturgia 02.08.2016

***

Dio è sempre girato a noi con il Volto, Lui sempre sta aspettando il nostro desiderio, nostra aspirazione, nostro amore. Anche se non ha bisogno del nostro amore, ma come il padre che ama, accoglie. L’unico che ci manca per superare il baratro tra noi e Dio — è la fermezza.

Dopo la veglia notturna 01.08.2016

26.10.2016

di Monastero / Granduchessa Elisabetta / Le Cronache di Vita / Prediche / Monastero / Servizio religioso / Cori del Monastero / Tutto per voi / Botteghe / Bottega / Ai Pellegrini / Mappa del sito / Contatti /
ГлавнаяНаписатьКарта сайта